Quelli che..se ne fregano dei problemi della gente e del Paese: #contropiano carceri #M5S

08 ottobre 2013 – by [Ci8]

 “Coloro i quali pongono la questione in questi termini, vuol dire che sanno pensare ad una sola cosa, hanno un pensiero fisso e se ne fregano degli altri problemi della gente e del Paese. Vuol dire che quelli che dicono così non sanno quale tragedia è quella delle carceri, va bene? Non ho altro da dire!”

Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana.

Quelli che “se ne fregano degli altri problemi della gente e del Paese” sono i cittadini eletti del M5S che, dopo aver sentito leggere in Camera e Senato il monito (brrrr che paura) di Napolitano di attuare un indulto E un’amnistia, hanno OSATO pensare che la richiesta  POSSA essere un regalo a Berlusconi. Come vi siete permessi, malfidati grillini!

Quelli che se fregano dei problemi della gente (o come piace agli anti-m5s scrivere, GGGente) ne parlavano già a giugno durante il decreto “svuota-carceri” e, ad agosto, avevano scritto al Ministro Cancellieri presentando il CONTRO PIANO CARCERI. Di cosa tratta questo piano? Ve lo spieghiamo in stampatello cari detrattori del m5s, ve lo spieghiamo in modo semplice in modo che possiate capirlo e spiegarlo ai vostri padroni e al padrone dei vostri padroni (il Voldemort della Repubblica). Ah, prima di essere accusati di postare solo roba dal blog di Grillo, di parte etc etc, ecco il VIDEO CONFERENZA STAMPA dei membri della Commissione Giustizia.

«Un’occasione per mostrare i veri dati sull’emergenza carceraria finora nascosti ai cittadini», racconta il deputato Andrea Colletti. Ma anche per presentare un piano alternativo, forse in grado di risolvere il problema entro breve termine. Il documento presentato fotografa la situazione attuale.
Nelle carceri italiane mancano circa 25mila posti regolamentari in quanto ci sono 47.500 posti (circa) a fronte di 64.900 detenuti (circa) e ne mancherebbero altri 6.000 perchè al momento sono in manutenzione/ristrutturazione.

«Dal 2010 è stato nominato un commissario delegato per l’emergenza carceri, Franco Ionta, anche capo del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria (Dap) e durante la sua amministrazione sono andati persi 228 milioni di euro di fondi Fas provenienti dal Cipe per mancata utilizzazione». Inoltre «il commissario aveva una dotazione di 15 unità lavorative che ha portato al ricorso a risorse esterne attraverso consulenze onerose, spesso fiduciarie o affidate tramite bandi non adeguatamente pubblicizzati».

Il CONTRO PIANO CARCERI prevederebbe

  • il progetto di riapertura del carcere di Pianosa;
  • inopportuna la decisione ricostruire un nuovo carcere a San Vito al Tagliamento, in Friuli (unica regione italiana in cui non c’è bisogno di nuove strutture)
  • non serve costruire nuovi carceri: «la ratio» spiega la deputata Giulia Sarti «sta nel recuperare la funzionalità delle carceri, nel recupero di sezioni chiuse, nella costruzione di nuovi padiglioni, e nella riallocazione di cubature». Ci sarebbe già un piano carceri alternativo, elaborato dal Dap «e mai preso in considerazione». Un piano che non prevede la nascita di nuovi istituti, ad eccezione di un carcere da 800 posti nel casertano (costo 40milioni di euro circa).
  • bisogna modificare l’edilizia carceraria. «Dall’unificazione di celle dalla tipologia attuale a triple/quadruple con un allargamento delle stesse (così da rientrare nelle prescrizioni imposte dalla corte europea dei diritti dell’uomo) potrebbe portare, ad esempio «In provincia di Catania si potrebbe arrivare a una capienza regolamentare di 1.850 posti (contro i 744 attuali) in presenza di 1.081 detenuti oppure, sempre per esempio, a Roma si potrebbe arrivare a una capienza regolamentare di 2.800 posti (contro i 1.979 attuali) in presenza di 2.834 detenuti.»

Quali potrebbero essere i risultati del piano? Entro il 2015 le carceri italiane potrebbero avere circa 69.000 disponibili e quindi si eliminerebbe la situazione di emergenza carceraria senza dimenticare il costo di tutto il piano, che sarebbe molto più basso di quello attualmente previsto: «Basterebbero 355milioni di euro per uscire completamente dalla fase emergenziale entro due anni mentre per il piano carceri del commissario Ionta erano stati stanziati ben 675 milioni di euro per soli 9mila posti detentivi».

Sempre coloro che se ne fregano dei problemi della gente e del Paese a fine settembre hanno chiesto, durante indagine conoscitiva al capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, alcune cosette, ma sono ancora in attesa di risposta.

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