Raddoppiano i poveri. Letta, è questa la ripresa? #ripresaperilculo parte 2

crisi-economica22 settembre 2013 – by [Ci8]

La Coldiretti mette insieme tutti i dati usciti dall’ISTAT dal 2007 ad oggi e mostra un quadro che nulla ha a che vedere con la “ripresa”, con “la luce in fondo al tunnel” e con le “ottime speranze di crescita” di cui i politici, e solo loro, si riempiono la bocca. E non è questione di campagne elettorali, ma di vera e propria menzogna continua e di negazione della realtà. Instabilità politica o meno, economicamente parlando siamo un disastro anche a causa dell’immobilisimo programmatico del Governo Berlusconi prima e di quello Monti poi.

Secondo Coldiretti, appunto, l’aumento in percentuale di popolazione caduta in povertà in questi 5 anni varia dal 90% del Mezzogiorno al 112% del Centro-Italia passando per il 105% del Nord, con 4,81 milioni di poveri, persone che non hanno la possibilità di acquistare generi di prima necessità: i nuovi poveri sono 3,4 milioni.

La situazione – conclude la Coldiretti – si e’ aggravata nel 2013 con le famiglie italiane che hanno tagliato gli acquisti per l’alimentazione, dall’olio di oliva extravergine (-10 per cento) al pesce (-13 per cento), dalla pasta (-10 per cento) al latte (-7 per cento), dall’ortofrutta (-3 per cento) alla carne (-2 per cento)“. Il crollo dei consumi è sotto gli occhi di tutti, tranne di coloro che raccontano di favolette di “ripresa” (ndCi8: per il culo) e di gesta eroiche del “Governo del Fare” (ndCi8: schifo).

E mentre i partiti si bisticciano per l’IMU e l’IVA e fanno finta di non essere nelle stesso governo che sta decidendo le sorti dell’Italia, continuano i suicidi degli imprenditori che non sanno dove prendere i soldi per pagare tasse, contributi, mutui, stipendi e i mille balzelli dei quali vengono caricati (NdA: i sindacati stimano una pressione fiscale REALE per le aziende che si aggira intorno al 70%) e parti di popolazione non trova più la forza per andare avanti.

Difficile far capire ai politicanti che non serve togliere l’IMU se poi non c’è lavoro e non si è nemmeno in grado di  comprare i beni di prima necessità; difficile sentirli parlare di tagli di spesa pubblica sapendo che sarà comunque il cittadino a subire quei tagli su sanità e servizi; sarebbe cosa buona informare gli elettori che per ogni tassa tolta per accontentare questo o quello slogan elettorale ne vengono inasprite altre o create di nuove di sana pianta (vedi Service Tax o Tares o accise carburati)

Senza considerare il calo costante del fatturato industrialedisoccupazione giovanile, e non solo, alla quale non si riesce a mettere un argine.

Noi i dati li vediamo sulla nostra pelle e quello che ci sembra è che l’unica ripresa possibile in Italia sia una #ripresaperilculo.

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Articolo scritto per Newspedia dalla vostra [Ci8]. Vi consigliamo di seguire la pagina amica su facebook

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