La favola della #ripresa: tagli, debito pubblico e tasse

crisi-economica

12 agosto 2013 – by [Ci8]

Siamo al giro di boa della settimana di ferragosto, chi se lo può permettere è in vacanza, chi non se lo può permettere sogna come può e si fida (ma anche no) di quelli che parlano di “ripresa” e di “responsabilità”. Sperano di poter trovare lavoro a settembre, dopo le ferie e quando, forse, inizieranno a vedersi i meravigliosi risultati del Governo Letta e del dl-Fare con tutti i provvedimenti presi nei durissimi 100 giorni del Governissimo.

Vi voglio dare una notizia: restate comodi e godetevi lo sfacelo e le menzogne che vi raccontano.

Il Debito Pubblico (il mostro che assorbe tutta la ricchezza prodotta dal nostro Paese), non solo con la dieta Monti non è dimagrito, ma è aumentato a giugno al record di 2075.1 miliardi Euro dai 2074.6 miliardi di maggio.

Questo non è l’unico dato che fa pensare alla ripresa (per il culo). Parliamo dell’OCCUPAZIONE, nota dolente dell’Italia e degli ESODATI, nota dimenticata, e uniamoli in un solo regionamento.

Il Messaggero lancia la notizia che sarebbe in arrivo sul tavolo del Premier un dossier nel quale si parla di 200.000 nuovi esodati, anzi no, nell’articolo di parla di “ESODI SENZA AGEVOLAZIONI PER GLI OVER 57“, ovvero la possibilità di andare in pensione con il metodo PRE-Riforma Fornero per coloro che sono sopra i 57 anni e lavorano nella Pubblica Amministrazione. Ma siamo sicuri che convenga? A loro (il Governo) sì, considerando che pagare una pensione costa meno di uno stipendio. Ma cosa succede a livello occupazionale? E cosa ne sarà dei servizi ai cittadini? Questi 200.000 mila tagli saranno fatti su “tre milioni di quadri, operai e impiegati“, ma non è dato sapere in quali percentuali. Un quadro ha uno stipendio di almeno 3/4 volte quello di un operaio (come minimo), quindi eliminando un solo quadro, si potrebbero “sfamare” 3 operai (sempre come minimo).

Ma vi voglio far pensare ad un’altra cosa: dove avete già visto questo tipo di operazione? Già, in Grecia. Anche se lì non hanno utilizzato parole diverse per dire la stessa cosa: licenziamenti.
Perchè una cosa è dire che la scelta può essere effettuata su base volontaria, ovvero è l’over 57 a decidere se accettare o meno una proposta del genere (e ricordo che molti hanno accettato precedentemente e si sono poi ritrovati nel limbo esodati) e un conto è parlare di TAGLI. Sono sempre stati così bravi a confonderci con le parole che ora ho imparato a fare la stessa cosa.

Ricapitoliamo: pil in calo ma non così tanto rispetto alle aspettative che viene considerato segnale positivo, aumento debito pubblico, aumento disoccupazione, aumento attività in fallimento, diminuzione potere d’acquisto, aumento accise carburante, aumento IRAP+IRES+TARES+IRPEF.

I segnali della #ripresaperilculo ci sono tutti, ma ci lasciamo abbindolare ancora dalle scaramucce sull’IMU, sul condannato Berlusconi, sulla legge per femminicidio o omofobia (necessarie, sia chiaro) o sulle banane lanciate al Ministro Kyenge. Armi di distrazione di massa che funzionano alla perfezione.

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