La meritocrazia secondo il #PD: dal massacro alla Diaz al macello sociale.

vampiri_430

10 luglio 2013 – by [Ci8]

Avete mai passato del tempo a spulciare tutti i documenti di Camera e Senato per capire davvero CHI rispetta quello che promette agli elettori?
Lo faccio da un po’ ormai, per “lavoro” sia qui che nell’altro progetto del quale faccio parte. Oggi un utente sulla pagina facebook si lamentava dicendo di voler sapere quale fosse la fonte delle notizie che pubblichiamo, in particolare se l’è presa con {ThElMan} che aveva pubblicato uno status relativo al voto del PD per sospendere i lavori odierni come chiesto dal PDL (che in verità aveva chiesto 3 giorni).
Spesso le notizie hanno fonti del tutto neutrali, come i siti di Camera e Senato ed anche questo arriva da lì. Sono le interrogazioni urgenti al premier Letta da parte del Parlamento, unica cosa concessa alla tomba maleodorante oggi.

Questa è l’interrogazione del M5S relativa alla nomina a capo di Finmeccanica del PLURIMERITATO De Gennaro.

(Chiarimenti in merito alla nomina del prefetto De Gennaro a presidente di Finmeccanica e iniziative normative per rendere più stringenti gli obblighi previsti dalla legge n. 215 del 2004 in materia di conflitti di interessi – n. 3-00191)

PRESIDENTE. Il deputato Nuti ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-00191 concernente chiarimenti in merito alla nomina del prefetto De Gennaro a presidente di Finmeccanica e iniziative normative per rendere più stringenti gli obblighi previsti dalla legge n. 215 del 2004 in materia di conflitti di interessi (Vedi l’allegato A – Interrogazioni a risposta 

RICCARDO NUTI. Signor Presidente del Consiglio dei ministri: il prefetto Gianni De Gennaro, ex capo della polizia ai tempi della repressione del G8 di Genova, ex commissario straordinario per l’emergenza dei rifiuti a Napoli, successivamente promosso direttore del dipartimento per l’informazione e la sicurezza (i servizi segreti) e poi, nell’ultimo Governo Monti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega ai servizi segreti, è stato recentemente nominato presidente di Finmeccanica. A proposito di Finmeccanica, travolta da scandali, pensiamo che abbia bisogno di una notevole guida e anche competenza. La famosa legge Frattini sul conflitto di interessi prevede che il titolare di cariche di Governo non possa, per dodici mesi dal termine della carica di Governo, ricoprire incarichi nei confronti di enti di diritto pubblico, anche economici, nonché di società aventi fini di lucro che operino prevalentemente in settori connessi con la carica ricoperta. Su Finmeccanica emergerebbe che non avrebbe contratti e appalti prevalenti con i servizi segreti. Un tentativo forse troppo elegante di aggirare la ratio della legge.

Chiediamo al Governo se ritenga di aver valutato compiutamente tutti i profili di incompatibilità formale e sostanziale, sia con riferimento a quanto espressamente previsto dalla legge sia con riferimento alla correttezza e alla trasparenza nell’azione di Governo, e se non ritenga comunque di adottare iniziative normative per rendere più stringenti gli obblighi della legge n. 215 del 2004.

PRESIDENTE. Il Presidente del Consiglio dei ministri, Enrico Letta, ha facoltà di rispondere.

ENRICO LETTAPresidente del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, rispondo al collega Nuti dicendo che la candidatura del prefetto Giovanni De Gennaro alla presidenza di Finmeccanica è stata individuata dal Ministero dell’economia e delle finanze sulla base di criteri e procedure ispirati ai principi della direttiva del 24 giugno scorso, adottata, appunto, dal Ministero dell’economia d’intesa con la Presidenza del Consiglio dei ministri e recependo le indicazioni contenute nella mozione Tomaselli, approvata dal Senato ad ampia maggioranza il 19 giugno scorso. In particolare, quella direttiva ha individuato le tappe di un processo trasparente e oggettivo di valutazione dei requisiti di onorabilità e professionalità richiesta agli amministratori per eliminare la designazione di tutti i candidati. A tal fine il Governo ha deciso di dotarsi di un Comitato per la trasparenza nelle nomine pubbliche, composto da tre personalità indipendenti: Cesare Mirabelli, Presidente emerito della Corte costituzionale; Vincenzo Desario, direttore generale onorario della Banca d’Italia e Maria Teresa Salvemini, consigliere del CNEL. È questa una scelta innovativa contro ogni opacità e per garantire la massima trasparenza nell’azione delle nomine pubbliche da parte del Governo.
L’istruttoria sulle candidature è stata svolta dal dipartimento del tesoro che si è avvalso del supporto di due società specializzate nel reclutamento di top manager, entrambe scelte, ovviamente, con specifica pubblica procedura di selezione. L’istruttoria ha portato alla compilazione di una lista di nominativi sulla quale è stato acquisito il parere favorevole del Comitato con decreto del 24 giugno scorso, in attuazione della direttiva a cui facevo riferimento. Il Comitato, nel valutare i requisiti del prefetto De Gennaro si è basato anche sull’apposito parere espresso dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Autorità antitrust), che il 1o luglio 2013 ha escluso l’incompatibilità in quanto il precedente incarico governativo dello stesso De Gennaro non presentava gli elementi di connessione e prevalenza richiesti dall’articolo 2, comma 4, della legge n. 215 del 2004. Dunque, riassumendo: sulla base dell’istruttoria svolta, del parere del Comitato per la trasparenza nelle nomine pubbliche, il Ministro dell’economia e delle finanze, nell’ambito delle sue funzioni, ha designate il prefetto De Gennaro, unitamente all’ambasciatore Alessandro Minuto Rizzo, quali candidati del Ministero. Sui due nominativi è stata da ultimo acquisita la prescritta intesa da parte del Ministro dello Sviluppo economico. 
Aggiungo che, contestualmente, come sapete, si è deciso di confermare Alessandro Pansa amministratore delegato di Finmeccanica che, esattamente come De Gennaro e Minuto Rizzo, rimarrà in carica sino al completamento del triennio di gestione in corso, cioè fino all’aprile del 2014.

PRESIDENTE. Il deputato Massimo Artini, che ha sottoscritto l’interrogazione, ha facoltà di replicare.

MASSIMO ARTINI. Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, rilevo nella sua risposta una quasi non risposta. In particolare, lei ci viene a dire che non c’è un conflitto di interessi, anche perché la legge Frattini è assolutamente fumosa nella definizione del conflitto e, quindi, dà la possibilità a chiunque di non essere in conflitto di interessi. La cosa ancora più incresciosa è: quali competenze ha allora De Gennaro per sedere a capo di una delle più grandi holding dell’industria italiana? Io le vorrei ricordare, Presidente, che Gianni De Gennaro è stato negli anni pesantemente discusso. Durante l’incresciosa vicenda della Diaz era a capo della Polizia. Il suo ruolo nel caso – definito da Amnesty International la più grande sospensione dei diritti umani in un Paese occidentale – è stato da un punto di vista morale assolutamente rilevante (Applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Sinistra Ecologia Libertà).
Non poteva non sapere quello che stava succedendo la sera del 21 luglio 2001. E anche se questi reati sono in prescrizione è perché l’Italia ha sì ratificato la Convenzione contro la tortura, ma non l’ha introdotta come reato penale. In qualsiasi altro Paese quest’uomo sarebbe stato assegnato ad incarichi di minore importanza, se non passato al pensionamento (Applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Sinistra Ecologia Libertà).
Invece abbiamo assistito ad una progressione di carriera straordinaria, diventando una delle figure più forti e più temute della seconda Repubblica. Quanti santi ha in paradiso De Gennaro, per potersi permettere di accedere senza problemi a questa carica ? 
E non ci convince, in ogni caso, una persona che forse capirà molto di servizi segreti, Presidente, ma niente di politica industriale perché in tutti gli anni di lavoro nell’amministrazione non l’ha mai fatto.

Il nostro timore è che si voglia con questa scelta la dismissione delle produzioni civili di Finmeccanica che sono centrali per noi, con un interesse esclusivo verso gli armamenti.

Su Finmeccanica, sulla gestione di De Gennaro le assicuriamo, Presidente, una rafforzata vigilanza, vi staremo col fiato sul collo ! Questo, è in gioco il destino dell’industria italiana e della nostra anche democrazia, grazie (Applausi dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Sinistra Ecologia Libertà).

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4 thoughts on “La meritocrazia secondo il #PD: dal massacro alla Diaz al macello sociale.

  1. all’autore..grazie per l’articolo e per aver specificato la fonte delle informazioni. Chi chiede che vengano specificate le fonti ha ragione, lo chiedo sempre anch’io… è giusto verificare, bisogna sempre informarsi e possibilmente verificare per poi diffonderle… in questo periodo siamo bombardati da informazioni, siamo in un momento cruciale e queste sono importantissime!! Ma è proprio per questo chi vuole che tutto rimanga così com’è, bombarda con informazioni verosimili ma completamente false per distogliere l’attenzione e per possibilmente far fare ai sostenitori del movimento, la figura dei beoti.

  2. @Gianfranco: lascia perdere: ele410 e’ una che non crederebbe al Bilderberg neanche dopo averne letto la storia su wikipedia. E’ talmente abituata a bollare come delinquenti quelli che protestano perché sono i TG che li marchiano come tali, che non le sfiorerebbe mai il dubbio che sono proprio gli 8 (o i 20) riuniti in una stanza ovattata contro cui la protesta sta avendo luogo, i criminali annoverabili tra i peggiori uomini che la storia ci abbia proposto. Non le viene il dubbio perché se dovesse venirle crollerebbe psicologicamente. La sua ottusità è autodifesa. Non c’e’ cura.

  3. Evidentemente, “Eleonora410”, deve avere qualche amico fra quei DELINQUENTI IN DIVISA il cui scempio è stato documentato agli occhi delle telecamere di tutto il mondo, dalle decine e decine di massacrati in quell’irruzione criminale degna del CILE di PINOCHET!! Trovo semplicemente OSCENO un post come quello soprariportato!!! A questo punto chiamiamo “delinquenti” anche coloro che oggi manifestano contro la TAV o il MUOS!! In Italia esiste il reato di vilipendio, ereditato dal codice fascista Rocco, ma non esiste il reato di tortura: la cosa ha fatto sì che siano state comminate pene irrisorie a qualche singolo celerino, mentre responsabili o mandanti se la sono cavata alla grassa, con assoluzioni tout court (de Gennaro) o farsesche rimozioni verso altri superpagati incarichi. La storia della “celere” dal secondodopoguerra in poi è scritta nel sangue di centinaia di operai e studenti: alcuni esempi storici: Modena 1950, Reggio Emilia 1960, Avola e Battipaglia (1970). Se poi si è nati e vissuti all’epoca di “veline” ,”grandi fratelli” e simili spazzature televisive, ci si può sempre documemntare e contare fino a dieci prima di sparare, ripeto, oscenità!..

  4. va tutto bene , per carità , che si sia arrivati alle legnate sui delinquenti che hanno messo a ferro e fuoco una città , che solo perché lo hanno detto questi delinquenti che la polizia li ha torturati , ci credo fino ad un certo punto , è vero che l’ex capo non lo avrei messo a capo della finmeccanica , ma bisogna anche calcolare che la scelta è stata voluta da certa magistratura . aspettiamo e vedrete che faranno fallire anche questa società

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