Remember Yesterday. Breve storia di Max, il Compagno che (non) sbaglia.

D'Alema03 Luglio 2013

by Mozzybilo –  Il problema è ricordare, se non si ricorda si rischia di non capire, quindi ricordiamo insieme:
1995: D’Alema riceve un avviso di garanzia dalla procura di Venezia,inoltre da un anno la procura di Bari indaga su di lui per un finanziamento illecito.
Infatti perquisendo la casa di un imprenditore pugliese, Francesco Cavallari, (re delle cliniche private) legato alla Sacra Corona Unita, gli inquirenti trovano fra i libri della sua biblioteca il libro paga di Cavallari, all’interno del quale tra nomi illustri e cifre ben precise c’è pure il nome di Max D’Alema.

Cavallari, interrogato dai pm, conferma tutto, raccontando di un paio d’ inviti a cena al tempo in cui Max era segretario regionale del Pci. In una serata del 1985, alla vigilia delle elezioni, Cavallari racconta di aver lasciato al segretario una busta contenente 20 milioni di lire per la sua campagna elettorale. Cavallari precisa di essere un anticomunista, ma aiutare D’alema per lui voleva significare trovare una soluzione per i problemi sindacali procurategli dalla Cgil, e riconosce come dopo quel contributo il sindacato se ne stette tranquillo.

In seguito Cavallari patteggerà 22 mesi di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa,essendo accusato di aver chiesto al boss della sacra corona di minacciare i sindacalisti della Cgl, che davano noia alle sue cliniche. Nello stesso periodo Massimo D’Alema ritirava la bustarella e si dimenticava di registrarla a bilancio del partito, violando cosi la legge sul finanziamento pubblico dei partiti.

Il leader della Quercia ammetterà la vicenda rimanendo vago solo sulla precisa quantità della cifra, ma lo farà con una confessione a costo zero, perché avverrà nove anni dopo il compimento del reato (finanziamento illecito) quando sarà abbondantemente prescritto.
Mentre per il reato di corruzione sarebbe necessario comprovarla, comprovare cioè cosa diede in cambio D’Alema una volta percepiti i 20 milioni, ma non ce ne sarà mai la necessità visto che il gip Concetta Russi prendendosi due mesi di tempo deciderà il 25 giugno che “il reato è estinto per intervenuta prescrizione, rendendo superfluo ogni approfondimento”

Con il senno di poi rileggiamo le dichiarazioni di Massimo D’alema in quel periodo, e in riferimento alle vicende giudiziarie riguardanti gli avversari politici, in primo luogo Marcello Dell’Utri: “bisogna attenersi al costume garantista : non è che essere arrestati significhi essere colpevoli. Non si può combattere Berlusconi sul piano giudiziario” (dopo l’arresto di Dell’Utri.1994)

Il 16 Giugno Dell’utri esce dal carcere e dichiara: “ se vogliamo uscire da questa guerra continua che avvelena il paese l’urto frontale deve finire. E ho la sensazione che D’Alema sia il più disponibile, quello che cerca il dialogo e lancia messaggi, il più sensibile. Considero D’Alema il migliore degli avversari, meglio di tanti altri del Polo.”

Il 21 Giugno sulla Stampa D’Alema tende una mano a Berlusconi: “ i partiti non devono fare strumentalizzazione di vicende giudiziarie a fini politici. È un problema di civiltà e di riconquistare una visione equilibrata e garantista. Se si è fatto un uso magari eccessivo della custodia cautelare, siamo i primi a condannarlo, pur rilevando che per tre lustri la magistratura non ha acchiappato nessun ladrone, eppure ce n’erano tanti

Il giornalista domanda: “che ne dirà la società civile ?” Apriti cielo. “Dio ce ne scampi, dalla società civile. L’idea di sostituirla alla politica si è rivelato un errore clamoroso “ risponderà D’Alema. Certo che mettere vicine le dichiarazioni pro Polo e contro giudici, e le vicende giuridiche di Max, fa un certo effetto, poi del resto le vicinanze si completeranno e prolungheranno per molti anni di amore e inciucio.

La domanda che porrei alla base del Pd, è una sola “ lo sapevate che parlare di collusione e di corruzione non vuol dire parlare di Berlusconi ? Lo sapevate che quando si dice sono tutti uguali non è un’ esagerazione? Come fate a parlare di Partito Democratico se non avete mai chiesto a gran voce la cacciata di dirigenti con tali ombre sul groppone?”

Non deve essere la cassazione a sancire la colpevolezza di un politico, dovrebbe bastare la sua reputazione, prendere soldi da un privato imprenditore e condannato per concorso esterno , non basta?.

Ecco cosa dovrebbe fare occupyPd, ecco cosa dovrebbe portare alla luce, e forse vedrebbe scagliarsi contro la vera natura del partito, fin che si protesta lasciano tranquilli gli interessi e le verità tutto viene lasciato scorrere.  Se poi, cari elettori Pd, tutto ciò lo sapevate e lo avete sopportato , vorrà dire che ne avevate un comodo, non sapere è un errore ma si comprende, sapere e lasciar scorrere non è sopportabile.

A chi sapeva e ha lasciato scorrere, e magari oggi mi parla di democrazia, di fascismo e di costituzione voglio dire semplicemente che deve fare solo una cosa. Chiedere scusa per ogni giorno della sua vita, ad una generazione che si ritrova davanti il loro peggio.

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