~ personalMente ~ #Grillo, #M5S e il cambiamento (cul)turale – di Annalisa Rossi

personalmente1

11 giugno 2013

Io non amo il tifo da stadio. La squadra se perde, perde. Poi si possono  discutere i motivi della sconfitta: l’arbitro ha manifestamente sbagliato a fischiare il rigore contro, l’avversario si è comprato la partita, la squadra fa schifo, l’allenatore ha “cannato” il modulo e i giocatori in campo. Io non difendo Grillo, ma non lo accuso. Lo si conosce. E’ come Murinho, o lo ami o lo odi.
Il moVimento è Beppe Grillo. Questo ho letto oggi in diversi commenti sulla questione Grillo-Gambaro. Io invece ho votato moVimento perché ho separato Grillo dal moVimento, pur riconoscendogli il fondamentale ruolo di fondatore (insieme a tutti gli altri) di questo bellissimo progetto. Progetto che l’arbitro (i media, tutti) ha espulso, lasciando in campo solo l’allenatore e, adesso, l’allenatore dovrebbe capire di dover tornare negli spogliatoi con la squadra (progetto). Basta sbracciarsi contro l’arbitro e urlargli contro, non serve a nulla, se non a chiudere ancora di più la squadra.

Ok, basta metafore, non sono Bersani. La verità è che Grillo dovrebbe urlare queste cose:

“Quello che sta succedendo in aula è SCANDALOSO, abbiamo lavorato insieme agli altri gruppi parlamentari per mettere insieme una rielaborazione della nostra mozione sui fondi alla cultura che fosse largamente condivisa. Così è stato ma nonostante questo il parere del governo è negativo e quindi il PD cosa fa? Voterà contro un suo stesso lavoro perché il governo glie lo ordina. Voterà contro l’istruzione. Voterà contro la cultura. Questo è il PD signori, la squallida ombra di un governo nato dal peggio che questo paese potesse offrire.” (Manlio DI Stefano)

E poi ancora, sempre dal profilo di Di Stefano

“VERGOGNA! Il Cittadino Pesco del #M5S, tramite un OdG, ha chiesto al Governo “l’impegno ad adottare le opportune iniziative volte a monitorare il traffico di capitali tra la Repubblica italiana e quella si San Marino che percepiscono utili o dividendi o canoni o interessi di origine italiana”. Il Governo ha dato parere negativo chiedendo di riformulare la frase in “impegna il Governo a valutare se adottare…” rendendo sostanzialmente INUTILE la richiesta. Abbiamo chiesto il voto in aula, risultato? BOCCIATO con i soli 109 voti favorevoli di M5S più 2 del Misto. Prendiamo atto, se ce ne fosse ancora bisogno, che il partito unico PD-PDL-Scelta Civica-Lega Nord-SEL non ha interessi nel combattere l’evasione fiscale.”

Urlasse quello che i ragazzi fanno in aula. Non i suoi problemi personali con Rodotà o la Gabanelli. Chissenefrega di loro con tutto quello che succede? A me no, ma a chi ha tutto il guadagno a colpire il progetto del moVimento sì e così si parla di gossip e di diarie e di quello che Grillo dice o fa. E penso anche, sempre mio pensiero, che sia umiliante e riduttivo, per i ragazzi che vanno in tv, dover fare da traduttori del pensiero di Grillo quando dovrebbero solo informare i cittadini di tutti i colori e fazioni di queste enormi porcate che si fanno in Parlamento. E invece no. I giornalisti si vedono bene da fare queste domande e allora cosa dovrebbero fare i pentastellati? Semplice: glissarle. Dovrebbero rifiutarsi categoricamente di rispondere a domande che non riguardino il lavoro in Parlamento. Che si iniziasse a parlare di contenuti con chi vuole far passare i parlamentari per lavativi attaccati alla diaria (roba chiusa da mesi), vendicativi con chi passa alla concorrenza (quando in realtà si chiederebbe solo coerenza), incompetenti…quante nomee volete ancora collezionare prima di dimostrare che siete l’esatto contrario? Uno scatto di orgoglio no?

Il flop c’è stato in relazione alle aspettative. Partire da un finto 25% delle nazionali non è stato un vantaggio, anche se non bisogna confondere le diverse tipologie di elezioni, il flop c’è stato. E il flop c’è stato a prescindere da Grillo. C’è stato perché si pensava che l’Italia fosse pronta e non lo è. Ma va bene così. Poco per volta, con pazienza e con coerenza. Perché volere fuori chi è stato votato con il m5s non deve passare come dittatura, ma solo mostrando le ragioni si può aver ragione, non usando parole forti o arrabbiate.
Io mi meraviglio sempre di leggere commenti come “Stronziiiiiiii” – “Vaffanculooooooo” – “Pezzi di merdaaaaaa“. Quei commenti sono da hooligans, non da tifosi. E sono due cose ben diverse.

Se si offende chi parla per cliché sul movimento (e quanti ancora ce la menano con le biowashball, le scie chimiche e i chip sottocutanei) gli si offre la ragione. Se volete “combatterli” e istruirli e informarli, dovete portare le motivazioni, possibilmente non da fonti di parte. Magari un’interrogazione parlamentare registrata sul sito di camera e senato, magari dei documenti ufficiali da siti istituzionali. Inutile che si linki il blog di Grillo, non lo leggeranno per partito preso. Che pensate di fare? Io se mi postano un articolo di Repubblica lo smonto pezzo per pezzo con i fatti, mica chiamandoli “prezzolati“.

Il voto al moVimento 5 stelle deve essere un voto dato perché si condivide il progetto di rinnovamento soprattutto culturale e quello è lento, ma inesorabile. E’ come la goccia sulla testa delle torture cinesi.

Credo che in Italia l’apparenza sia ancora troppo considerata. E credo che la sostanza sia così sottostimata da far ritenere che un vaffanculo di Grillo sia più bestemmia di un voto contrario di Pd e Pdl sul finanziamento delle scuole pubbliche, o sul voto contrario nel chiedere trasparenza bancaria a San Marino, o sulla decisione bipartisan di fregarsene delle regole e utilizzare solo le deroghe (e mi riferisco al meraviglioso discorso di Paola Nugnes sulla questione rifiuti al senato).

Io sono per l’essere prima dell’apparire.
Non condivido i toni di Grillo, ma li conosco. Non condivido il modo in cui attacca a destra e manca, ma capisco perché lo fa. Non mi piacciono i suoi turpiloqui, ma non mi piacciono in generale di nessuno. Ma tra qualcuno che dice “Il Parlamento, lor signori, sta perdendo le sue funzioni legislative e si sta depauperando di rappresentatività” ed uno che dice “è una cazzo di latrina piena di merda che non può più essere utilizzata” potrei preferire il primo, ma non esclude che il secondo abbia detto la stessa cosa.

Volete essere il cambiamento culturale che auspicate? Dimostratelo imparando che le cose possono essere dette con termini diversi, ché la sostanza è la stessa, ma che il Paese non è pronto e quindi bisogna educarlo all’essere più che all’apparire.

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2 thoughts on “~ personalMente ~ #Grillo, #M5S e il cambiamento (cul)turale – di Annalisa Rossi

  1. non erano gli italiani a non essere pronti per un cambiamento, bensì il M5S è stato colto impreparato dalla massa di consensi: impreparato a prendere in mano le redini e impreparato a gestire il successo ottenuto. Fossi stato tra i dirigenti mi sarei posto subito una domanda: da dove arriva tutto questo consenso? Come me, tanti elettori hanno cercato di spiegare l’origine del consenso, il mandato e le aspettative; ebbene il risultato è stato ricevere una valanga di improperi, insulti, da infiltrato” a “troll” o “cervello lavato dalla propaganda di potere”. Non c’è stata la possibilità di un contraddittorio, eppure avevamo avvertito che più della metà di coloro che avevano dato mandato pieno per “fare”, non per osservare e lagnarsi di quello che si permetteva agli altri partiti (peraltro increduli per tanto regalo !!! ) di perpetrare. Al grido di “i numeri sono altri” si è andati avanti ciecamente, convinti che sarebbe bastato tornare presto al voto per ottenere ulteriori progressi. Ma le persone come me, commercianti, piccoli imprenditori, artigiani, ecc, si aspettavano conquiste concrete, impostazioni nuove e tagli epocali, con decreti che avrebbero permesso di scremare gli impresentabili, che invece sono li a pilotare questa Italia che meritava maggior soddisfazione per il coraggio e la volontà espressa. Si è preferito insultare che voleva portare un contributo anche di dole idee, una opinione, anche se sbagliata. Si è preferito insultare con un tifo da stadio da imbecilli e con una boria mai vista in parlamento. Si è bruciata la figura di Bersani, credo il più convinto della necessità di un vero cambiamento, e coerente fino alla fine, lui si, giocandosi tutto, ma senza accettare di fare lui il governo col PDL. Non mi è stato mai simbatico Bersani, ma gli devo riconoscere una linearità che non immaginavo. Bravo Grillo, brava cittadina Lombardi, avanti così: il prossimo traguardo sarà la soglia di sbarramento.

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