~ personalMente ~ PD: accettazione di sé ed eleborazione del lutto. Di Maria Marie Fadda

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13 maggio 2013

di Maria Marie Fadda

Accettare di essere finiti, falliti , non all’altezza del compito che ci è stato affidato, è dura , è vero, ma si può fare! Con dignità e umiltà e fatti 2 conti si può anche rinascere se si è in grado di riconosce la propria reale identità dai pezzi che rimangono. La Sinistra riflette, elucubra, analizza, soffre si contorce e agonizza, ma non è sola, una medaglia ha due facce e se una medaglia ammuffisce col tempo ne fanno le spese entrambe.

C’è una crisi che supera i leciti confini delle idee, così come ce li eravamo immaginati, supera apparenze,  divisioni e antiche fazioni e fagocita tutto ciò che fino a ieri sembrava esistere, avere un nome e darci anche se in negativo delle certezze. Chi non ha sensibilità di comprendere che tutto è già successo e che prova a mediare e modulare il cadere di una valanga ne rimarrà non solo travolto ma si farà molto male tentando di resisterle, se poi afferma che è un nonnulla non riconosce la realtà. La flessibilità e le capacità di adattamento spesso salvano la vita anche se ci può sembrare solo un esile filo se si è sinceri ed onesti con sé stessi.

La inquieta Sinistra tenta di mettere insieme i suoi ultimi cromosomi “sani” sperando in una rinascita: giornalisti, stampa, magistrati, costituzionalisti, sindacalisti si compattano e alcuni di loro accecati dal dolore non riconoscono neanche più parenti, amici e tirano calci e pugni mentre abbracciano invece i nemici.

Mentre una quantomai fantomatica base , messa insieme per l’occasione, Occupy PD , sembra mobilitarsi e criticare duramente i vertici istituzionali di sé stessa tentando l’assalto al Palazzo d’Inverno in nome di un non ben precisato “Cambiamento”. I Civati, le Puppato e le Serrachiani sembrano sparare a zero come cecchini, ma son tutti colpi a salve offerti tramite i media all’elettorato più inquieto e disgustato nel tentativo di impedire un dissanguamento di voti in favore del M5S. La farsa del Cambiamento è vissuta solo virtualmente , viene offerta così dai media tutti una narrazione, un film, la narrazione della crisi del PD come se fosse vissuta davvero e da questa marcescenza si invoca la speranza che possa rinascere la nuova Sinistra.

L’altra Sinistra, “il grande partito” , come una vecchia meretrice cerca di rifarsi il trucco che gli cola usando “foglie di fico” prese in prestito dalla tanto osannata “sana società civile” o utilizzando ad hoc qualche idea della base in sempre molto moderata sommossa ( le stesse del M5S). La massa dei suoi elettori morsa dalla rabbia e dall’insoddisfazione si lamenta, piange , scalpita e batte i piedi e incapricciandosi vorrebbe tornare al passato glorioso del PCI di Berlinguer, come se ciò fosse cosa possibile . Ma l’illusione è talmente palpabile che i vertici sembrano darsi da fare nel cercare di cucinare qualcosa che gli somigli pur di sopravvivere, e pur di soddisfare i capricci di questo infante che è il suo elettorato, altrimenti non sarà più votata.

Questa sinistra che ormai è sempre più CENTRO e sempre meno Sinistra e che non andrà da nessuna parte spera succhiando la linfa vitale dei programmi del M5S, se ne appropria straziandoli a brandelli finché non vadano giusti al centro che è diventata simulando un “Cambiamento” che anela ma che non può operare e si da alla caccia del nemico immaginario nella speranza di compattarsi almeno nella lotta con qualcosa di esterno pur di non affrontare i veri temi di discussione che potrebbero il cambiamento.

In questa bolgia la Sinistra trova il tempo di scatenarsi in campagne di cavalleria mongola contro il M5S, spesso catapulta balle stratosferiche o vibra colpi fendenti con notizie manipolate a fresco a mezzo stampa e media. A questo “attacco quotidiano al MoV ” partecipano un po’ tutti in ordine sparso, dal blasonato PM Letta che vorrebbe gareggiare con M5S a chi ha tagliato prima e meglio stipendi e privilegi immeritati ma a parole; oppure lancia semantici anatemi a Grillo e da lezioni di storia latino-americana su come i cileni ci abbiano già insegnato cosa sia un “colpo di stato”. Vendola invece si spertica fino ad accusare Grillo di essere un fascista ( voce già ampiamente logorata dai media durante le ultime elezioni) che viola i Diritti Universali, perché vuole un referendum plebiscitario e chiede di discutere con l’Europa del diritto di cittadinanza per gli stranieri nati in Italia.

Poi ci sono i fanti: Il Manifesto che abbraccia la posizione di Vendola e di Sandro Medici che tenta dalla sua pagina di Facebook di infierire sul Candidato sindaco Roma M5S, Marcello De Vito, facendolo apparire un “questurino” perché nell’ambito dell’occupazione del Teatro Valle ha osato affermare: “Rispetteremo la Legalità“, ma che ci sarà un dialogo a 360 gradi con le parti sociali, è come meglio tralasciare.

Sicuramente ne ho dimenticati molti in questa “Armata Brancaleone” che somiglia sempre più a Don Chisciotte più che al nostrano film.

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