Boldrini minacciata: quando la malattia é il razzismo, la cura non é la censura.

censorship-375x2584 Maggio 2013

By zero_quebec – Tocca spiegare alla Sig.ra Boldrini che la censura non è mai la soluzione, ma è piuttosto la strada che percorre chi non va all’anima dei problemi sui quali si interviene. E’ capitato ai parlamentari del Movimento 5 Stelle di vedersi violate le caselle email, col rischio di veder pubblico ciò che invece è personale, privato.

Giulia Sarti ha spiegato ampiamente (anche se secondo noi era chiarissimo) che la violenza a cui sono sottoposti i parlamentari “hackerati” e la trasparenza sono cose distanti tra di loro anni luce. Tuttavia lo si è voluto sottolineare. Questi hacker non sono stupidi, forse “matti”, ma non stupidi. Sanno benissimo che il M5S non ha mai pubblicato foto altrui rubandole dai computer e ne intende questo quando parla di trasparenza.Come è idiota e matto chi denigra e minaccia il Presidente della Camera via web.

Non si possono condividere ingiurie e minacce a chiunque vengono rivolte, nessuna persona civile lo farebbe. Vada per la satira, per lo humor, ma la minaccia è qualcosa che punta a negarti le libertà che ti appartengono. Il punto è proprio questo, infatti. Sarebbe un delitto negarsi la libertà di avere la rete così come la conosciamo adesso, e questo perché ad usufruirne non sono solo persone mature ma anche idioti ed ignoranti.

Seguendo questa logica dovremmo far chiudere i battenti non solo al web; si sa bene che questo strumento se usato in modo sbagliato può dare molte preoccupazioni a chi non le merita. Lo stanno sperimentando sulla loro pelle i parlamentari del Movimento 5 Stelle. Eppure la parola censura sarebbe fuori luogo e figlia di una logica perdente e significherebbe darla vinta a chi terrorizza. Minacce, ingiurie, diffamazione, furti di identità o violazione della privacy sono temi che sia il codice civile che quello penale affrontano in modo soddisfacente, leggi validissime a riguardo esistono. I tempi della giustizia, forse quelli, lasciano a desiderare.

Bisogna chiedere che lo strumento “rete” non vada ne ridimensionato ne censurato. La motivazione, poi, che l’ignorante e l’idiota potrebbero usarlo è inaccettabile. Seppellire l’ignoranza, forse, sarebbe la soluzione che la politica dovrebbe imporre a se stessa. La sfida di avere uno Stato dove l’ignoranza si combatta, non tirando i remi in barca come si vuol fare, bensì riqualificando l’istruzione e la scuola pubblica rendendola magari gratuita per tutti.

Dove messaggi distorti di ciò che siano i valori, non partano da chi dovrebbe garantirne la salvaguardia. Si potrebbe immaginare uno Stato dove le diversità di razza di religione e di sesso siano percepite come un valore aggiunto alla vita di tutti e trasmesse con orgoglio ai nostri figli in quel che resta delle nostre scuole. Forse in questo modo si censurerebbe davvero l’ignoranza che rende diversa la persona di colore o rende frustrante all’ignorante l’ avere una donna come rappresentante.

La logica del “togliere”, deve cedere il passo alla logica del “dare”, Sig.ra Boldrini.
Una donna ci può provare. E’ quella la strada che un politico deve imporsi.

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