Legge elettorale: il “Porcellum”, se la colpa di questa impasse é anche degli italiani.

calderoli30 Aprile 2013

by {ThElMan}

Il 21 dicembre 2005 viene approvata la legge n. 270. É una legge fondamentale che modificherá le sorti delle nostre vite. É il cosidetto “porcellum”, una porcata appunto, cosí chiamata dallo stesso propositore della legge stessa, il senatore leghista Calderoli.
Il “porcellum” fu approvato in tutta fretta, e con un colpo di mano dalla maggioranza di centrodestra, con l’unico scopo di impedire la governabilitá al futuro governo Prodi (che poi, secondo previsioni, vinse le elezioni).

Perché é una porcata?

Bisogna intanto premettere che il “porcellum” si basa su un sistema proporzionale con premio di maggioranza, e questo significa che il partito o la coalizione che prende anche un solo voto in piú dell’avversari,o ha diritto al 55 % dei seggi totali.

Concettualmente é un buon sistema per dare stabilitá all’esecutivo di governo. É una porcata, peró, in quanto il sistema maggioritario non viene applicato in egual misura alla Camera come al Senato. Al Senato, infatti, il 55% dei seggi viene assegnato su base regionale, e questo significa che, regione per regione ,viene assegnata  la maggioranza dei seggi  alla coalizione (o partito) che prende piú voti.

Ovviamente questo metodo causa molta instabilitá, soprattutto se contestualizzata alla situazione politica italiana degli ultimi 20 anni,  se pensiamo che il centrodestra é sempre stato molto forte nelle regioni del Nord e nel Lazio (Lombardi e Lazio esprimono il maggior numero di seggi).

Inoltre, con il “porcellum” vennero abolite le preferenze e i deputati eletti non sono furono piú decisi dai cittadini, ma dalle segreterie di partito (sia chiaro peró che non fu certo per questo motivo che venne definita una porcata, anzi, l’abolizione delle preferenze fece gongolare tutte le forze politiche, dal CDX al CSX).

La colpa degli italiani.

Il 21 e 22 giugno del 2009 si votó un referendum abrogativo di alcune parti della legge Calderoli.

Questi i 3 quesiti proposti (fonte Wikipedia)

  • Primo quesito: “Camera dei deputati – Abrogazione della possibilità di collegamento tra liste e di attribuzione del premio di maggioranza ad una coalizione di liste” (scheda di colore viola)
  • Secondo quesito: “Senato della repubblica – Abrogazione della possibilità di collegamento tra liste e di attribuzione del premio di maggioranza ad una coalizione di liste” (scheda di colore beige scuro)
  • Terzo quesito: “Camera dei deputati – Abrogazione della possibilità per uno stesso candidato di presentare la propria candidatura in più di una circoscrizione” (scheda di colore verde chiaro)

Risultava quindi abbastanza chiara la volontá di superare, tramite l’abrogazione di questi articoli, la vergognosa situazione di impasse che aveva causato, tra le altre cose, la caduta del governo Prodi ( al Senato aveva un vantaggio di soli 3 voti).

Il referendum, per essere valido, aveva bisogno del quorum del 50% + 1 dei voti, ovvero circa 25 mln rispetto ai 47,5 mln di aventi diritto al voto. Votarono poco piú di 10 mln di cittadini e il referendum non fu considerato valido.

Non vogliamo entrare nel merito filosofico su referendum propositivo con o senza quorum o abrogativo con quorum e via dicendo, ma possiamo dichiarare con certezza che se l’impasse di governo ci ha regalato un governo Letta-Berlusconi (il peggiore degli scenari possibili) dobbiamo anche incolpare anche noi stessi, noi cittadini italiani, che abbiamo disertato uno dei pochissimi strumenti di democrazia diretta che l’ordinamento giuridico ci consente e, alla luce dei fatti odierni, sicuramente uno dei piú importanti.

Chissá perché, poi. La disinformazione, la poca voglia di partecipare ad un voto che, storicamente, é sempre poco sentito dal citadino italiano, la solita scusa (che non regge nemmeno un po’) che la gente preferisce andare al mare? No, non bastano a giustificare questo comportamento delegante, che per decenni ha permesso alla casta di fare il bello e cattivo tempo.

Se siamo in questa situazione, quindi, la colpa é anche nostra, nonostante la copertura referendaria fu abbastanza buona. Insomma, piú del 75 % degli italiani ha dichiarato quindi di essere d’accordo con la legge Calderoli, la legge vergogna, la porcata, il “porcellum”.

Sbagliare é umano, vero, ma sarebbe il caso di ricordarcelo alle prossime elezioni; chi non vota per pigrizia o per qualunquismo al motto di “tanto non cambia niente” non dovrebbe poi lamentarsi dell’esito del voto. Certo, ognuno é libero di manifestare la sua libera opinione, per fortuna, anche con il non voto,  ma quanto meno ci si dovrebbe fare un esame di coscienza prima di protestare sulla vittoria di questo o quello, e soprattutto dovremmo ricordarci che se ci sono 162 cittadini italiani che se sono lí, nelle stanze del potere, decisi a cambiare il sistema da dentro, é perché quasi 9 mln di italiani hanno deciso di non delegare nessuno, ma di partecipare alla vita democratica.

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