Il punto della situazione: mesi di gesti estremi e troppi anni di rimedi insufficienti.

disoccupazione-lavoro_650x44728 Aprile 2013

Nel genovese un artigiano si tolse la vita impiccandosi dopo che Equitalia gli aveva pignorato la casa, nel bolognese un uomo di cinquantotto anni si diede fuoco davanti all’Agenzia delle Entrate, a Chianciano un ristoratore si suicidò lasciando una lettera con su scritto: per motivi economici. Alcune storie come tante, troppe, succedute nel corso di questi anni, che hanno raggiunto numeri da bollettino di guerra negli ultimi diciotto mesi. Tutte figlie della propria soggettività, tutte collegate ad un unico comune denominatore: la percezione della mancanza del mezzo è stata la discriminante che ha portato a scegliere il gesto estremo.

La mancanza del mezzo è risultato fatale anche questa mattina, nel mentre i ministri del Governo Letta si trovavano al Colle a firmare il giuramento. I colpi esplosi dal cinquantenne a Piazza Colonna, davanti a Palazzo Chigi, sono stati ancora una volta l’estremo gesto di un disagio sociale che ha radici lontane e che, inevitabilmente, ha un pedigree ben definito.

Nelle ore seguenti all’attentato s’è alzato il vento del moralismo, una chiara denuncia nei confronti di coloro che negli ultimi mesi hanno aperto una finestra sul perdurare dell’inefficienza politica, ammonendo e consigliando di riportare a toni più miti la discussione.

Evidentemente in molti fanno ancora finta di non vedere, di non capire. Il suicidio dell’artigiano e del ristoratore, così come l’attentato dell’uomo di Rosarno, portano la firma di uno Stato che non è stato in grado di salvaguardare il mezzo con cui il popolo avrebbe potuto condurre ben altra vita, uno Stato che è stato capace di portare la disoccupazione al 35%, costringendo i cittadini ad un’austerità che ne ha segnato indelebilmente l’attuale stato sociale.

In queste ultime ore, contrariamente a quanto suggerito, proprio quelle forze politiche che hanno riversato il Paese in una crisi senza precedenti, puntano il dito contro chi ha denunciato in questi mesi i ventennali scandali politico-economici che hanno di fatto cancellato aziende, posti di lavoro, futuro, fiducia fra i cittadini e le istituzioni e vite umane.

-Cidran-

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