Giorgio Napolitanhkamon II e l'”effetto notte” della finanza. Perché, nonostante le promesse dei due PD, aumenteranno le tasse.

Spread-e-Borsa-plaudono-al-Napolitano-bis_h_partb24 APRILE 2013

In questi giorni le televisioni nazionali, e diversi quotidiani, hanno affermato che il momento a dir poco stabile dello spread è dipeso dalla nuova elezione del Capo dello Stato e dal ritorno ad una certa compattezza del governo italiano.

C’è chi ha titolato “Effetto Giorgio”. Facciamo i seri? Lo spread è andato a scendere per tutto il periodo post elettorale, (il grafico lo testimonia) e proprio nella giornata di ieri in tutta l’area euro il segno positivo ha contagiato Spagna, Francia, Irlanda e appunto Italia.

In pratica, contrario a tutte le teorie che fin qui c’hanno raccontato, il differenziale fra i tassi d’interesse nostri e quelli tedeschi non ha subito influenza alcuna dai problemi di casa nostra. Se l’informazione fosse seria sposterebbe l’attenzione sui Titoli di Stato che offrono i migliori rendimenti, come quelli tedeschi, all’1,2%, e soprattutto italiani, al 4,5%. Questa condizione ha offerto la possibilità di un’operazione monetaria al Sol Levante, che nell’arco di diciotto mesi ha pianificato la riduzione dell’inflazione del 2% e la svalutazione dello yen, in modo da rendere la moneta ai livelli di euro e dollaro e dare il via ad una forte esportazione. Per fare questo la Bank of Japan sta raddoppiando la base monetaria del Paese, abbassandone di conseguenza il valore, e immettendo liquidità negli asset di paesi redditizzi, come il nostro.
A questo ci si aggiunge la grande liquidità messa nel mercato da parte delle altre banche centrali come la Bce, ed il gioco è fatto. In Europa le politiche finanziarie vanno a gonfie vele, mentre l’economia reale e il lavoro sono inchiodati dalle politiche interne e dai voleri della Ue.

E POI L’IMBROGLIONE SAREBBE GRILLO

Dopo giorni in cui si discuteva sul pareggio di bilancio e su eventuali correzioni da apportare al documento di economia e finanza, il governo ha riscritto il destino dell’Imu, dichiarando permanente (e non più triennale) il tributo applicato sulla componente immobiliare del patrimonio. Da Palazzo Koch è arrivato il benestare sulle modifiche apportate, seguito a ruota dalla Corte dei Conti (il taglio dell’Imu avrebbe comportato una perdita di gettito di 11 miliardi di euro), e ora sarà necessaria una legge che lo confermi. Ma non solo.
Da Via Nazionale è giunto il monito che per mantenere il pareggio di bilancio anche dal 2015 saranno necessarie ulteriori correzioni, di dimensioni limitate (si parla di un punto di Pil), ma pur sempre ulteriori. Per quanto riguarda l’Iva l’aumento fa già parte della legislazione vigente, e sarà difficile trovare le risorse (circa due miliardi) per fare marcia indietro. Se penso che ci sono stati italiani, andati al voto, che non solo hanno creduto all’abrogazione ma pensavano veramente che qualcuno avrebbe potuto restituirla, con un set di pentole e di federe in allegato.

E menomale che l’imbroglione è Grillo.

-Cirdan-

http://goo.gl/Me6tF

http://static.vostrisoldi.it/625X0/www/vostrisoldi/it/img/rimborso-imu-2012-lettera-berlusconi.jpg

Annunci

One thought on “Giorgio Napolitanhkamon II e l'”effetto notte” della finanza. Perché, nonostante le promesse dei due PD, aumenteranno le tasse.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...