3.32, IO NON RIDEVO

3-e-3206-04-2009, ore 3.32, L’AQUILA

(Album “CONTROINFORMAZIONE PUBBLICA” ==>http://goo.gl/SyZhu )

A quattro anni di distanza piango ancora quando guardo in tv le immagini, quando sento la canzone “Domani 21-04-09”, quando sento le voci rabbiose di chi non ha ancora un tetto, quando sento in tv che quel figlio di puttana rideva della disgrazia perchè in odore di “appalti per la ricostruzione”..

Ricordo l’angoscia del risveglio guardando SkyTg24..le lacrime con la tazzina del caffè in mano e gli occhi stropicciati dal sonno, lo sgomento sul viso dei miei genitori e il rimprovero per non averli svegliati.

Ma sapevo che il terremoto non era vicino, lo sapevo perchè conosco la sensazione della terra che ti trema sotto i piedi, ma in quei secondi, tremavo dentro più di fuori;
no, il terremoto non era poi così vicino.

Ricordo che mi sono connessa per sapere se le persone che conoscevo stavano bene e trovai numerosi messaggi che chiedevano a me altrettanto. Il tamtam di messaggi tramite internet, perchè i cellulari erano fuori uso.

Ora sono ricordi, indelebili, dolorosi.
Per altri sono vita di tutti i giorni..

Sono per voi, conterranei “Forti e Gentili”, queste parole inutili, che non ricostruiscono case crollate o vite spezzate, ma uniscono anime e raccolgono speranze

E’ per voi la rabbia di vedere strutture inutili ricostruite, mentre siete ancora in quelle case di cartapesta che dovevano essere “provvisorie”, ma che vi vedono ancora lì dopo 4 lunghissimi anni.

L’Aquila è morta più e più volte, colpita al cuore dal terremoto, sfinita sotto i fendenti della burocrazia, lasciata agonizzare sotto i colpi della crisi economica.

Sarebbe bastato così poco. Redistribuire i soldi alle famiglie, quelle che non avevano più la loro casa, in modo che potessero decidere loro da chi farla ricostruire, aiutando l’amico muratore, il vicino elettricista, il compagno di scuola idraulico. E così dare il via ad una nuova rinascita.
Invece quel mostro della politica ha di nuovo ingoiato tutto, non ha lasciato che poche briciole ai suoi piedi.
Quei politici che hanno calpestato l’anima di chi aveva perso tutto solo per poter racimolare 4 sporchi voti e che, una volta raggiunto lo scopo, hanno di nuovo lasciato la città al buio e ai fantasmi del terremoto.

Noi non ridevamo quella notte.
Noi continuiamo a non ridere.

[Ci8]

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